dimagrire senza rinunce

Essere inattivi aumenta il rischio di sviluppare malattie croniche

Come più volte scritto su questo sito, l’alimentazione gioca un ruolo cruciale nel controllo del peso ma altrettanto importante è il ruolo dell’attività fisica, e non solo per il controllo dei chili di troppo.

Un recente studio di cui ci parla la BBC suggerisce che la mancanza di esercizio fisico stia causando in tutto il mondo altrettante morti del fumo, anche se è vero che i fumatori sono molto meno rispetto al numero di persone inattive, rendendo così il fumo più rischioso per l’individuo.

Il rapporto, pubblicato su Lancet in concomitanza con le Olimpiadi, stima che circa un terzo degli adulti non faccia abbastanza attività fisica, il che causa 5,3 milioni di decessi l’anno, ovvero circa il 10% dei decessi causati da malattie cardiache, diabete e cancro al seno e colon.

Secondo i ricercatori il problema è ormai così profondo che dovrebbe essere trattato come una pandemia e per affrontarlo bisogna cambiare modo di pensare, mettendo in guardia il pubblico sui pericoli dovuti all’inattività piuttosto che ricordare solo i benefici che derivano dal movimento.

Il team di 33 ricercatori provenienti da centri in tutto il mondo ha anche detto che i governi devono trovare il modo per rendere l’attività fisica più comoda, conveniente e sicura: “L’ambiente dove viviamo assume un ruolo significativo. Ad esempio, le persone che si sentono poco sicure nel parco vicino a casa loro saranno meno propense ad andarci per una passeggiata o una corsa.”

Si tratta ormai di una sfida globale: gli adulti devono fare almeno 150 minuti settimanali di esercizio moderato, come una camminata vivace, andare in bicicletta o praticare il giardinaggio per non incorrere nel rischio di insorgenza di patologie, senza nemmeno parlare del controllo del peso.

Lo studio del Lancet indica che le persone che vivono nei paesi a reddito più elevato sono i meno attivi: gli abitanti del Regno Unito sono tra i peggiori, quasi due terzi degli adulti non fanno abbastanza moto.

I ricercatori hanno ammesso che il confronto tra i paesi è stato difficile perché l’attività è praticata in modo diverso da luogo a luogo, ma hanno affermato che le loro conclusioni generali rimangono valide.

Pedro Hallal, uno dei direttori della ricerca, ha dichiarato: “In occasione delle Olimpiadi del 2012 lo sport e l’attività fisica saranno state al centro dell’attenzione in tutto il mondo, ma anche se il mondo starà a guardare gli atleti provenienti da molti paesi che competono in manifestazioni sportive, purtroppo la maggior parte degli spettatori sarà inattiva.” E’ infatti ora di sfatare il mito degli sportivi della domenica, quelle persone che si qualificano come sportivi in quanto tifosi di qualche sport ma che in prima persona non riescono nemmeno a salire una rampa di scale senza dover ricorrere all’ossigeno.

Anche il Prof Lindsay Davies, preside di Facoltà della sanità pubblica nel Regno Unito, è d’accordo:
“Dobbiamo fare tutto il possibile per rendere più facile per le persone prendersi cura della loro salute e far si che l’attività fisica diventi parte della loro vita quotidiana.”"La sfida globale è evidente – fare attività fisica deve divenire una priorità per la salute pubblica in tutto il mondo per ridurre il peso sociale della malattia”. In tempo di crisi questo è ancora più vero.

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