dimagrire senza rinunce

ALLARME DIETA FAI DA TE

Nel pensare comune, l’obesità non viene quasi mai intesa come una malattia e la conseguenza più ovvia è quella di “sentirsi in grado di rimediare da soli” mettendo in atto diete improvvisate e senza il controllo medico.

Ecco cosa ci dice Daniela Mastromattei su Libero del 25/06/2001: “Sette teenager su 10 evitano il medico, Così non dimagriscono e rischiano la salute”.
Mentre la Federazione delle società italiane di nutrizione chiede al ministro della Salute Fazio di bloccare la pratica Nec, o “dieta del sondino”, «perché l’organismo costretto al digiuno con assunzione di poche proteine rischia la chetosi», Asso Tisanoreica lancia l’allarme: è boom di cure dimagranti “fai da te” tra gli adolescenti italiani.

Un ragazzo su cinque, tra i 13 e i 19 anni, confessa di aver fatto una dieta per perdere peso. Ma solo il 32 per cento si è rivolto al medico, il 68 per cento ammette di aver sperimentato rimedi improvvisati con risultati catastrofici e anche molto pericolosi per la salute.

Digiuni forzati, regimi alimentari rigidi ma non controllati li hanno provati il 35 per cento dei ragazzi e il 43 per cento delle ragazze, rivela un’indagine del Centro Studi Tisanoreica, promotrice dell’anno di lotta all’obesità giovanile. In un’epoca in cui si tende a fare tutto da soli affidandosi a Internet, non stupisce che i più giovani (spesso anche i più assidui frequentatori della Rete) si lascino convincere da questa o quella cura dimagrante senza interpellare un dietologo. Per non parlare poi delle mode che arrivano dagli Usa.

Gli americani si sa sono i primi per le nuove scoperte e sperimentazioni, ma anche tra i primi nella classifica delle popolazioni obese. E se oltreoceano i discepoli della dissociata mangiano carboidrati a pranzo e proteine a cena, la dieta Beverly Hills impone solo frutta per 10 giorni, la cura del minestrone vuole colazione, pranzo e cena a base di zuppa. Alimenti apparentemente innocui, possono trasformarsi in pericolosi nemici della salute, perchè la loro esclusiva assunzione priva l’organismo di altre sostanze indispensabili.

Senza contare che oltre i due terzi dei giovani che hanno seguito regimi dieteci “fai da te” non solo hanno ripreso il proprio peso ma, nel giro di qualche anno, si sono ritrovati più grassi di prima. E le conseguenze sono quasi sempre molto gravi sia per i disturbi alimentari come anoressia e bulimia sia per i danni irreparabili al metabolismo (come rilevato dal 34 per cento degli intervistati), ai reni (28 per cento) o di complicazioni per la pressione (21 per cento). Oltre alle conseguenze di carattere psicologico come ansia (27 per cento) e gravi stati depressivi (21 per cento). L’Organizzazione mondiale della Sanità ha individuato nei disturbi alimentari uno dei pericoli maggiori di questo secolo. Dei 57 milioni di morti all’anno per cause legate alla salute, il 59 per cento è dovuto a malattie derivanti da un errato stile alimentare.

La dieta non è sempre il nemico: prima di prendere iniziative per contrastare i chili di troppo è bene rivolgersi a un medico specialista, le cure dimagranti devono essere calibrate su ciascun individuo. «Ridurre il peso in eccesso attraverso una dieta significa seguire un percorso non solo verso il dimagrimento, ma anche e soprattutto verso la salute», spiega il presidente dell’associazione Gianluca Mech, ideatore del Metodo Tisanoreica, l’unico sistema dietetico che prevede un certificato medico di idoneità.
E se le statistiche non mentono, in Europa sono 130 milioni le persone affette da obesità (un adulto su due, quasi un bambino su tre), leggermente meno grave la situazione italiana: il 35 per cento della popolazione risulta in sovrappeso (16 milioni) e il 10,7 percento è obesa.

Nel 2010 un ragazzo su cinque, di età compresa fra i 13 e i 19 anni, ha fatto una dieta dimagrante, ma solo il 32% si è rivolto a un medico per perdere peso. Il restante 68% ha sperimentato rimedi “fai da te”. Regimi alimentari rigidi ma non controllati, provati dal 35% dei ragazzi e dal 43% delle ragazze, che spesso coincidono con un digiuno totale e prolungato. Le conseguenze sono quasi sempre molto gravi: in primis disturbi alimentari come anoressia e bulimia.

Le diete improvvisate creano danni: al metabolismo (rilevato dal 34% degli intervistati) ai reni (28%), ma anche complicazioni per la pressione (21%), a cui si aggiungono scompensi psicologici, come ansia (27%) e persino gravi stati depressivi (21%).

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